72° compleanno del poeta
Ricordando Antonio L. Verri
(V edizione - 2021)

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Il 22 febbraio 2021, il poeta Antonio Leonardo Verri, avrebbe compiuto 72 anni. L’occasione per ricordarlo, per rendergli omaggio e per rinnovare l’impegno del coinvolgimento delle generazioni più giovani intorno a quello che la comunità ritiene essere un suo fondante valore identitario: il poeta Verri, autore attento alla ricerca, alla più raffinata elaborazione linguistica e, al tempo stesso, cantore della cultura contadina, “conservatore” di una memoria generativa, sempre volta al futuro.

 

Giorgia Salicandro dialoga con Paolo Greco, Sindaco di Caprarica di Lecce

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«Caprarica, in questi anni, sta riscoprendo e si sta riappropriando di una figura importante della sua storia. Importante non soltanto per la nostra comunità ma per l'intero Salento e non solo, vista l' enormità delle relazioni che Antonio Verri, nella sua breve vita, ha intrattenuto con studiosi e con pensatori del suo tempo, nel Salento, in Puglia, in Italia e all’estero. Ma, quello che abbiamo attivato non è solo un approfondimento legato alla sua memoria, ma un azione volta al presente che vede il poeta, centrale nell’idea di voler ricostruire una identità della comunità di Caprarica, ricomponendo la sua vocazione ferita dalla Xilella, un fenomeno che riguarda l'agricoltura ma che sta, fortemente colpendo, la nostra identità e la nostra comunità. Una comunità che è sempre stata legata alla olivicoltura e al “tempo” del lavoro agricolo, di cui Verri a tanto scritto, in maniera sempre molto illuminata e sempre molto attenta. La nostra amministrazione ha voluto rimettere Verri al centro non soltanto di un'azione legata alla ricordo dell’opera verriana ma soprattutto di un azione di modernità, di un azione capace di generare una nuova idea di comunità».

 

Giorgia Salicandro dialoga con Vincenzo Santoro, saggista e responsabile del settore cultura dell’A.N.C.I

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«Il progetto culturale dell’Amministrazione Comunale di Caprarica di Lecce, che guarda alla valorizzazione, nella contemporaneità, del pensiero e delle opere di Antonio Verri si colloca in un ambito che è in fortissimo sviluppo negli ultimi anni, quello del turismo culturale legato ai temi e alle eredità letterarie dei territori. I “parchi letterari” sono una realtà operante in Italia e delineano un’offerta di esplorazione turistica che, attraverso l'opera degli autori, promuove realtà territoriali spesso laterali ai grandi flussi turistici, promuovendo una diversa qualità del viaggio. Penso a Galtellì, piccolo comune sardo in provincia di Nuoro, dedicato a Grazia Deledda o a Tursi, in Lucania, con il parco letterario dedicato ad Albino Pierro». La vicenda della Xylella è una sorta di apocalisse per il paesaggio salentino; per il nostro immaginario identitario, per l'immagine che il Salento ha avuto in questi anni. Devo dire che, oltre a questo, c'è anche il tema del consumo del territorio, uno stillicidio continuo, (…) diciamo che, tra quello che combina l'uomo e quello che combina la natura, spesso aiutata dall’uomo, siamo messi abbastanza male. Allora credo che, da una parte c'è il tema della memoria e dei legami di questa con la cultura e poi c'è il tema di come pensiamo oggi l'agricoltura. (…) di che tipo di rapporto noi abbiamo con la terra (…). Abbiamo dunque bisogno da una parte di attivare un lavoro di tipo culturale, dall'altra di mobilitare una capacità collettiva per capire come, attraverso un rapporto nuovo con la terra, si può ricostruire anche un paesaggio. Non è la prima volta che viviamo questo genere di cose, alla fine dell'Ottocento, subimmo l’attacco della fillossera che piegò la viticultura. Ma oggi, i mezzi e gli strumenti che abbiamo sono differenti, dobbiamo ripensare il rapporto con la terra nei termini di un’agricoltura moderna che sa guardare al passato e alla sua storia per immaginare un futuro possibile».

 

Giorgia Salicandro dialoga con Ledo Prato, esperto di politiche culturali e direttore generale dell’Associazione Mecenate 90

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«(…) «Sono, per principio, contrario ai modelli e, forse, se abbiamo fatto un errore nel corso di questi anni è stato quello di pensare che, un'esperienza che è andata a buon fine, che si è sviluppata in un territorio, possa essere automaticamente trasferita in un altro territorio. Non è così, ogni comunità deve fare un percorso attraverso un processo partecipativo per identificare, innanzitutto, le domande che i cittadini si pongono, i bisogni che hanno e che intendono soddisfare, poi, su questo, si costruisce un progetto culturale».

(…) «Una cosa di Verri ha molto colpito: egli ha fatto un uso straordinario delle parole, aveva fiducia nelle parole, credeva profondamente nel fatto che le parole potessero aiutare. Affidava alle parole un compito quasi maieutico nei confronti di chi, queste parole, le ascoltava. Secondo me, questo è il tempo in cui, le parole, vanno abitate non solo pronunciate. Parlare oggi di fiducia, di futuro senza “abitare” le parole significa fare demagogia. La demagogia, non serve a niente, non mobilita le risorse. Ma se ciascuno abita le parole che pronuncia nella propria vita e si adopera per dar loro senso, valore significato, molto cambia; se poi proviamo a farlo tutti insieme… il cambiamento diventa reale, tangibile».

 

Giorgia Salicandro dialoga con Massimo Manera, Sindaco di Sternatia e presidente della “Fondazione Notte della Taranta"

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«Ho conosciuto Antonio alla fine del 1980, avevo 15 16 anni, l'ho conosciuta a Sternatia. Il sindaco dell’epoca aveva conferito l'incarico a Verri di curare una raccolta di poesie in griko di Cesarino De Santis che è stata una delle figure centrali nella tutela del griko, quando il griko era negletto. “Col tempo e con la paglia” è il titolo di quel lavoro edito da “Il Pensionante de’Saraceni”». «Profondo è il legame di Antonio con Sternatia, un vero luogo d’elezione della sua ideale comunità. C'era questa antichissima osteria che era l'Osteria de lu Tore vicino Piazza Castello e poi il Mokambo. I luoghi del convivio Verriano, un cenacolo di poeti, letterati, intellettuali, artisti… c'era Antonio e con lui c'erano Bruno Brancher, Fernando Bevilacqua, Aldo Bello, Maurizio Nocera, i fratelli De Santis, tanti altri, un incrocio generazionale che poi è durato negli anni anche dopo la scomparsa di Antonio. Allora la musica, per il Salento, non esisteva quasi, ricordo che c'era un ex ergastolano che suonava la fisarmonica suonando qualsiasi genere e che accompagnava le serate di Antonio e del suo gruppo di amici. A Sternatia Verri coltivava il sogno, il “sogno bianco”, lo chiamava. della casa dei poeti, Voleva realizzare nel cuore del paese, la sua Casa dei Poeti».

 

Per “I Tao, adesso…” a colloquio con Hanna Urbanovich che con Damiano e Giada Verri cura e organizza le attività di EduVita, un luogo più verriano del Fondo Verri!

Uno spazio dedicato allo scambio intergenerazionale e tra culture con base a Lecce, in via Principi di Savoia 16, Lecce. In occasione del 72° compleanno di Antonio L. Verri, EduVita ha presentato l’iniziativa “IL DECLARO – Contest d’arte creativa”, rivolto ad artisti e aspiranti artisti, per celebrare la sua memoria con e nella forma d’espressione per la quale Verri stesso ha dato la vita: l’arte.

Il contest prende il nome da “Il Declaro”, un’opera letteraria che Verri sognò per tutta la vita, ma a causa della sua morte improvvisa non riuscì mai a portare a termine. Il Declaro, il libro dei libri, è stato per Verri una sfida non-realizzata, che lo ha affascinato, sedotto, tormentato, quasi fino l’ossessione, durante tutta la sua vita. Allo stesso modo, EduVita lancia una sfida ai giovani artisti: catturare l’essenza sfuggevole de Il Declaro per tradurla in arte visuale; per rappresentarla graficamente, attraverso un dipinto, un disegno o un’illustrazione digitale. E a questo punto la domanda sorge spontanea – Ma Il Declaro cos’è? Scopritelo e …lasciatevi ispirare https://www.eduvita.it/il-declaro-contest-d-arte-creativa/